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A proposito di promozione del basket (in Francia)

Addetti ai lavori e appassionati capaci di comprendere la lingua francese se ne saranno già accorti, per gli altri segnalo quanto accadrà il prossimo 20 settembre a Parigi.

La prossima edizione della supercoppa francese (che lì chiamano “Le Match des Champions”) tra l’Elan Chalon e il CSP Limoges si giocherà non all’interno di un palazzo dello sport, ma al “Palais des Congrès“.

I giocatori, quindi, saliranno sul palco in senso letterale. Mi è capitato di vedere qualcosa del genere: New York, 2010, Radio City Music Hall. In occasione del “World Basketball Festival“, i giocatori di Team USA si esibirono in una sfida amichevole tra loro, nel quadro della preparazione per i campionati Mondiali che si sarebbero svolti di lì a poco in Turchia.

Evento preceduto, tra le altre cose, da un concerto di Jay-Z, che diede vita per oltre mezz’ora a uno spettacolo di altissimo livello.

Non credo che a Parigi riusciranno a coinvolgere una personalità di livello simile, ma di sicuro l’evento merita grande attenzione.

Il basket francese, pur con tanti suoi limiti, nel corso degli anni ha cercato di sviluppare idee nuove (anche sbagliate, come la finale per il titolo su gara secca e in campo neutro, a Bercy), e questa iniziativa non fa eccezione.

Avranno anche meno soldi e meno mezzi di altri, ma se non altro qualcosa provano a fare. Ripeto, pur con tanti limiti strutturali e non. In questo, abbiamo solo da imparare. Ah, no: noi avremo i playoff tutti al meglio delle sette partite. U-A-U.

Pietro

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Una testata e due tiri liberi. Zizou e Siska, ritirarsi a 34 anni

Ramunas Siskauskas, dunque, ha annunciato il suo ritiro dal basket. Lo ha fatto a 34 anni, alla stessa età di Zinedine Zidane, che giocava sempre a palla ma con i piedi.

In entrambi i casi, comunque, trattasi di personaggi destinati a fare la storia dei loro rispettivi sport, e in entrambi i casi la loro uscita di scena è stata plateale quanto disgraziata. Di come “Zizou” (ex stella di Bordeaux, Juventus e Real Madrid, capopopolo per la Nazionale francese) abbia chiuso la carriera calcistica ne abbiamo tutti memoria: ha usato (male) la testa.

Invece che per segnare, come fece per due volte nella finale contro il Brasile del 1998, decise di sfruttarne la potenza per mettere giù Marco Materazzi e lasciare i suoi in 10, senza guida, verso i calci di rigore di un’altra finale mondiale. Per Ramunas il discorso è un pò diverso. C’entrano le emozioni ma lui non è tipo da “colpi di testa”.

Pur non essendo stata la sua ultima partita in assoluto, la finale di Eurolega persa dal CSKA contro l’Olympiacos contiene l’immagine che accompagnerà per un pò Siskauskas, per anni e anni la miglior ala piccola disponibile in questo continente. Quei due tiri liberi sbagliati a 9.7 secondi dalla fine, evento rarissimo ma che curiosamente era già avvenuto in questa stagione proprio contro l’Olympiacos, al Pireo, in una partita di Top 16.

Solo che a Istanbul, in finale, grazie a quei due errori i greci hanno avuto in mano il match ball per chiudere la rimonta da -19, e con Printezis non lo hanno sbagliato. Brutto, davvero, associare “Siska” a un’immagine perdente, che non gli appartiene affatto. I suoi titoli e la sua storia sono lì a dimostrarlo.

Smette di giocare, dunque, uno dei più eleganti realizzatori degli ultimi anni. Uno che abbiamo potuto apprezzare – per fortuna – anche in Italia (sua prima meta straniera dopo il Lietuvos Rytas Vilnius) grazie alla Benetton Treviso, prima di vederlo con Panathinaikos e CSKA, appunto.

Lascia un pezzo di cuore di tutti gli appassionati di basket che si sono innamorati della splendida Lituania. Per fortuna Sarunas Jasikevicius è ancora dei nostri. Non sono ancora pronto ad accettare anche il suo ritiro, sebbene sia più “vecchio” di due anni rispetto a Siskauskas. No, quello proprio non lo sopporterei.

Pietro

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Momenti che avrei voluto raccontare

Mi hanno sempre affascinato i perdenti, o per meglio dire gli sconfitti. Quelli che stanno dalla parte sbagliata del destino, o di un poster. A volte sono loro che hanno alle spalle le storie migliori, o comunque quelli che sul medesimo evento sportivo potrebbero avere cose più intense, emozioni più forti da raccontare. Punto di vista del tutto personale, ovviamente. Ma a me affascina il momento decisivo, e la prima cosa che cerco di guardare è la faccia di quella, di quello o di quelli a cui va male. Ecco, a braccio, una piccola lista di “highlights” che avrei voluto poter raccontare insieme a chi li ha vissuti, col registratore acceso.

Trevor Berbick mentre cerca di trovare l’equilibrio prima del knock-out, nel match perso contro Mike Tyson (che quella sera diventò per la prima volta campione del mondo).

Gigi Di Biagio che colpisce la traversa tirando l’ultimo rigore di Francia-Italia al Mondiali del 1998.

Le sensazioni dell’intera nazionale francese di basket dopo l’incredibile tiro di Diamantidis che ha permesso alla Grecia di completare la rimonta nell’ultimo minuto della semifinale degli Europei 2005.

Bryon Russell che prova a marcare Micheal Jordan: non ho bisogno di spiegare altro. Se non conoscete l’episodio a cui mi riferisco è solo colpa vostra.

Sergei Liakhovich che crolla a pochi secondi dalla fine della sua difesa del titolo WBO dei pesi massimi contro Shannon Briggs. Avrebbe vinto ai punti.

Il nervosismo di Martina Hingis nella finale persa a “Roland Garros” nel 1999 contro Steffi Graf. Anzi, non era nervosa: proprio incazzata nera. E al pubblico francese non pareva vero di poterla fischiare in libertà.

I tiri liberi di Nick Anderson in gara-1 della Finale NBA tra Orlando Magic e Houston Rockets, nel 1995.

Ex aequo, Europei 2000: Van Der Sar che prova a salvare l’Olanda sciagurata ai rigori in semifinale contro l’Italia, e Toldo che deve arrendersi al 94′ della finale contro la Francia dopo quell’impresa miracolosa. Prima di farlo ancora nei supplementari, ma la partita “vera” era finita.

David Robinson che non riesce a venire a capo di Hakeem Olajuwon nella Finale della Western Conference 1995 tra San Antonio Spurs e Houston Rockets.

Roger Federer e la finale di “Roland Garros” contro Rafael Nadal nel 2011. Quei primi due set, porca miseria…

Pietro

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Lilian Thuram su “Le Monde”: le elezioni, e il suo paese

Lilian Thuram, a conferma di una personalità indubbiamente interessante, è intervenuto su “Le Monde” con un articolo a proposito dell’imminente secondo turno delle elezioni presidenziali francesi (6 maggio) che vedrà di fronte l’uscente Nicolas Sarkozy e lo sfidante socialista François Hollande. Ecco alcuni estratti del suo articolo. Se volete leggerlo tutto, ecco il link.

“Oggi è in gioco qualcosa di essenziale: la nostra capacità a vivere insieme, ad accettare le nostre differenze, a privilegiare prima di tutto quello che unisce piuttosto che quello che divide”.

“Da una decina d’anni è in atto una costruzione politica particolarmente perniciosa, in particolare dal 2007. E in questa campagna elettorale sembra aver iniziato una folle corsa. Come abbiamo fatto a regredire così?“.

“Storicamente a ogni periodo di crisi inizia sempre lo stesso meccanismo, che vuole che certi politici risveglino delle paure designando dei capri espiatori, gli stranieri, gli immigrati: ieri gli italiani, i polacchi, gli spagnoli, gli ebrei dell’Est, oggi i maliani, i cinesi, i musulmani…”.

Si cerca di distrarre i francesi dalle vere lotte: contro la povertà, contro l’ineguaglianza nell’accesso al lavoro, per un’educazione e una sanità di qualità, per una società più giusta”.

“Il 6 maggio ci sarà anche una scelta tra continuare con queste derive – la xenofobia, l’islamofobia, l’odio verso gli immigrati – e la calma. Per quanto mi riguarda, voterò sempre per la calma“.

Pietro

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La Francia riforma i suoi campionati di basket

Ecco quello che è stato deciso oggi a Parigi (tradotto dal sito ufficiale della Lega, lnb.fr)

Dal 2013-14 la Pro-A sarà composta da 18 squadre, 16 delle quali per diritto sportivo e 2 tramite invito.

Il campionato si svilupperà dunque su una regular season di 34 giornate più i playoff (quarti e semifinali al meglio delle 3 partite con format 1-1-1, finale al meglio delle 5 con format 2-2-1, oggi la finale si gioca su partita secca a Parigi).

Come verranno gestiti gli “inviti”: si stabiliranno dei criteri in funzione di impianti, budget, governance e struttura amministrativa, settore giovanile. Tutto questo sarà definito entro il 30 giugno.

I club di Pro-B interessati a richiedere l’invito dovranno presentare un dossier di candidatura entro il 30 marzo: il tutto sarà analizzato da una commissione indipendente che proporrà le società da invitare alla Lega.

In nessun caso una società retrocessa dalla Pro-A al termine della stagione 2012-13 potrà chiedere di essere riammessa tramite invito.

In funzione delle candidature presentate (cioé se ce ne sono tante qualitativamente interessanti) si potrebbe pensare di allargare il campionato a 20 squadre.

Nuove proposte per la riforma del campionato di Pro-B arriveranno entro il 20 maggio.

Riforma del campionato Espoirs Pro-A (sempre dalla stagione 2013-14)

Il campionato dovrà terminare entro fine aprile. Le giornate previste originariamente nel mese di maggio si disputeranno attraverso degli “showcase” prima dell’inizio della regular season della Pro-A. (Al momento, invece, le squadre “Espoirs” di Pro-A seguono esattamente lo stesso calendario). Tra gli “Espoirs” possono giocare ragazzi tra i 15 e i 20 anni di età.

Il mese di maggio sarà invece riservato a una nuova competizione che metterà a confronto le squadre Espoirs Pro-A, le migliori formazioni di NM2 (la quarta serie) non qualificate per i playoff (cioé la terza e la quarta in classifica) e la squadra del Centro Federale (già nota come INSEP), che ha un posto fisso in NM1.

Trophée du Futur

Questa competizione, una Final Eight che si disputa al termine della regular season, rimarrà con la sua formula attuale. Si potrà studiare l’inserimento del Centro Federale e delle migliori squadre del campionato federale Under 20 (i campionati “Espoirs” sono gestiti direttamente dalla Lega).

Dal 2012-13, inoltre, le squadre Espoirs Pro-A potranno partecipare alla Coppa di Francia, entrando in scena insieme alle squadre di NM3 (in Coppa di Francia tutte le squadre affiliate alla Federazione partecipano, entrando a scaglioni nella competizione, non è chiusa solo alle formazioni della massima serie).

Durante il primo anno di contratto professionistico, inoltre, i giocatori potranno continuare a militare nel campionato Espoirs.

Camp LNB

I giocatori Espoirs senza contratto e quelli della stessa categoria di età che giocano in NM1 e nella NCAA parteciperanno a un camp che gli darà la massima esposizione possibile. Tutti gli allenatori di Pro-A e Pro-B saranno convocati per partecipare e visionare questi atleti.

Espoirs Pro-B

I club di Pro-B dovranno partecipare obbligatoriamente al campionato federale U20.

Queste stesse formazioni parteciperanno alla Coppa di Francia entrando, come gli Espoirs Pro-A, insieme alle squadre di NM3 dalla stagione 2012-13.

Da notare che le società di Pro-B non hanno l’obbligo di avere un vero e proprio “Centre de formation”, ma verrà stabilito un sistema di bonus/malus per premiare le società virtuose nell’utilizzo dei giovani giocatori. Sarà la Lega a ridistribuire questa somma in funzione dei criteri che verranno scelti.

Pietro

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Bisogna essere malati (ovvero, scavare nelle “serie B” straniere)

L’idea era quella di scorrere le classifiche marcatori dei “campionati cadetti” dei paesi calcisticamente più importanti d’Europa. Perché? Una semplice curiosità: quali nomi, tra questi, possono essere spendibili per un futuro a medio-alto livello?

Scopriamo che nella Serie Bwin italiana ci sono quattro giocatori nati entro il 1987 nella top 5 (o almeno questo voleva essere, salvo inevitabili casi di ex aequo), che a questo punto necessitano di essere urgentemente verificati nel campionato superiore.

Tra le curiosità: due centrocampisti tra i top scorer della Liga Adelante (la seconda divisione spagnola), ovvero Borja Garcia e Juanjo Camacho, mentre il più giovane è il tedesco Kevin Volland (’92). Voi su chi puntereste?

SERIE BWIN – Italia

1. Ciro Immobile (Pescara), ITA, 185 cm, 1990 – 21 gol
2. Gianluca Sansone (Sassuolo), ITA, 173 cm, 1987 – 18 gol
3. Marco Sau (Juve Stabia), ITA, 171 cm, 1987 – 15 gol
4. Francesco Tavano (Empoli), ITA, 173 cm, 1979 – 14 gol
5. Elvis Abbruscato (vicenza), ITA, 181 cm, 1981 – 13 gol
5. Jonathas (Brescia), BRA, 190 cm, 1989 – 13 gol

NPOWER CHAMPIONSHIP – Inghilterra

1. Richard Lambert (Southampton), ING, 188 cm, 1982 – 21 gol
2. Ross McCormack (Leeds United), SCO, 175 cm, 1986 – 15 gol
3. Jay Rodriguez (Burnley), ING, 185 cm, 1989 – 14 gol
4. Michael Chopra (Ipswich Town), ING, 175 cm, 1983 – 13 gol
4. David Nugent (Leicester City), ING, 180 cm, 1985 – 13 gol
4. Darius Henderson (Millwall), ING, 183, 1981 – 13 gol

LIGA ADELANTE – Spagna

1. Leonardo Ulloa (Almeria), ARG, 188 cm, 1986 – 19 gol
2. Borja Garcia (Cordoba), SPA, 172 cm, 1990 – 11 gol
3. Iago Aspas (Celta Vigo), SPA, 176 cm, 1987 – 10 gol
3. Juanjo Camacho (Huesca), SPA, 180 cm, 1980 – 10 gol
3. Javi Guerra (Real Valladolid), SPA, 181 cm, 1983 – 10 gol
3. Joselu (Villarreal B), SPA, 171 cm, 1991 – 10 gol

LIGUE 2 – Francia

1. Gaëtan Charbonnier (Angers), FRA, 188 cm, 1988 – 11 gol
2. Kamel Ghilas (Reims), FRA, 177 cm, 1984 – 11 gol
3. Jean-François Rivière (Clermont), FRA, 182 cm, 1977 – 10 gol
3. David Pollet (Lens), BEL, 188 cm, 1988 – 10 gol
3. Nicolas Fauvergue (Sedan), FRA, 191 cm, 1984 – 10 gol

BUNDESLIGA 2 – Germania

1. Nick Proschwitz (SC Paderborn 07), GER, 192 cm, 1986 – 15 gol
2. Olivier Occean (SpVgg Greuther Fürth), CAN, 185 cm, 1981 – 12 gol
2. Sascha Rösler (Fortuna Düsseldorf), GER, 185 cm, 1977 – 12 gol
2. Alexander Meier (Eintracht Frankfurt), GER, 196 cm, 1983 – 12 gol
5. Zlatko Dedic (SG Dynamo Dresden), SLO, 182 cm, 1984 – 10 gol
5. Christopher Nöthe (SpVgg Greuther Fürth), GER, 184 cm, 1988 – 10 gol
5. Max Kruse (FC St. Pauli), GER, 180 cm, 1988 – 10 gol
5. Dennis Kruppke (Eintracht Braunschweig), GER, 179 cm, 1980 – 10 gol
5. Kevin Volland (TSV 1860 München), GER, 179 cm, 1992 – 10 gol
5. Maximilian Beister (Fortuna Düsseldorf), GER, 180 cm, 1990 – 10 gol

Pietro

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