Prova. Prova. Prova. Ssssà. Ssssà. Prova.

È il momento di cominciare a scrivere su questo blog, visto che il dominio è stato pagato. Come nello stile di chi ci ha messo questi quattro, di soldi, stavolta pochi davvero, si apre con una faccia assolutamente non definitiva. Piano piano metto tutto a posto, non che questo sposterà di una virgola il valore di ciò che verrà scritto qui.

Non è un “portale”, nemmeno un “contenitore”. Non è un giornale on-line, se per giornale si intende una cosa che viene aggiornata con regolarità svizzera. È solo un modo che ho trovato per scrivere quello che penso in più di centoquaranta caratteri. Questo fa di me un blogger? Non so.

Comunque, per educazione, mi presento: sono Pietro, collaboro per diverse testate giornalistiche e mi occupo di sport. Penso di capirne almeno un poco, come tutti quelli che fanno un lavoro del genere, ma non è per nulla garantito che sia vero.

Manca il cognome: Scibetta. Non lo scrivo perchè ha importanza, ma – come scritto sopra – per educazione. Detesto i siti e i blog anonimi, quelli che alla voce “contatti” nella migliore delle ipotesi indicano solo info@.

Di che scriverò? Di quello che mi piace, principalmente ciò di cui mi occupo per lavoro. Perché? Perché sì. Perché no? Solo io? Ho invitato due amici. Ne inviterò altri. Poi, chi vuole può intervenire. Perchè questo nome al blog? Perchè il coro dei tifosi dei Celtics dedicato al legame amoroso tra Lamar Odom e Khloé Kardashian è meraviglioso. E lo è pure Lamar, per tutti i pregi e i difetti che lo contraddistinguono nell’interpretare il gioco del basket.

Chiudo questa premessa con qualche nota: è morto Angelo Dundee, il mitico allenatore di Alì. Poco tempo fa è morto Joe Frazier. Per molti la boxe si è fermata all’epoca in cui questi due erano all’apice delle loro carriere: uno all’angolo del “greatest of all time”, l’altro suo avvesario sul ring. Il calcio italiano ha scoperto ancora una volta la sua faccia surreale, facendosi sorprendere per l’ennesima volta dall’ovvietà che d’inverno nevica e fa freddo. Tre-zero, due-uno, zero-tre. Siena, Cantù e Milano nelle Top 16 di Eurolega di basket, probabilmente ne riscriveremo. Intanto, però, complimenti sinceri ad Andrea Trinchieri, perchè alla sua prima stagione da head coach in Eurolega ha già vinto contro Ivkovic, Ivanovic e Blatt. Più o meno ora è chiaro di cosa scriverò (spero -emo) qui.

Al prossimo post, quello vero, questa era una prova per vedere come funziona l’applicazione di WordPress su iPad. Direi bene.

Pietro

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